daydream's profileJUST MEPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    September 30

    Why Do Leaves Change Colour In Autumn?

    L’autunno è arrivato anche quest’anno, ormai è evidente.

    Gli alberi hanno di nuovo cambiato colore, le foglie da verdi sono tornate marroni, rosse, gialle, l’aria è pungente, bisogna iniziare a coprirsi e si respira una nuova sensazione, quella di cambiamenti.

    Non che ce ne siano molti, se guardo indietro di un anno mi rendo conto che pochissime cose sono effettivamente cambiate se non il mio carattere, ma nemmeno più di tanto. Sono sempre lo stesso, solo un pochino più maturo.

    Ogni volta che arriva l’autunno mi sento senza energie, mentre dovrei essere più carico per affrontare la nuova stagione, intanto dovrei cercare un nuovo lavoro perché il periodo in agenzia sta volgendo al termine e credo che sia durato anche troppo, e in più dovrei tornare in palestra perché mi sembra un vero spreco essere abbonato e non andarci mai, dovrò assolutamente riprendere al più presto.

    Vorrei essere anch’io come le foglie degli alberi, vorrei cambiare completamente e diventare una persona nuova, più forte e indipendente, perché ogni volta che penso di esserlo c’è qualcosa che mi fa ricredere.

    In questi giorni il mio umore non è nemmeno dei migliori, mi sento un po’ depresso a causa del tempo, piove quasi tutti i giorni e il sole tramonta poco dopo le cinque di pomeriggio, è già buio quando dovrebbe essere chiaro, insomma una noia totale.

    Ho imparato di nuovo a rispondere solo a me stesso, ho capito che non ho bisogno di altro, un passo alla volta forse finalmente riuscirò a capire che sono io il mio migliore amico e che gli altri non sono indispensabili. Non voglio soffrire di nuovo, stare male inutilmente, farmi paranoie assurde quando le situazioni sono limpide, non voglio più essere masochista perché ogni volta finisce male, questa volta non lo permetterò e ne sono sicuro.

    Qualche giorno fa ho riallacciato i rapporti con una persona che credevo di non risentire più nonostante siamo stati insieme due mesi (esatto, la mia famosa storia d’amore) e sono stato contento, sono sicuro di voler solo amicizia da questa persona e assolutamente nient’altro perché in questo momento sto bene da solo (assolutamente falso ma cerco di crederci).

    A volte mi rendo conto di essere fortunato ad avere una sorella come la mia perché c’è sempre quando ho bisogno di lei. Ieri sera ad esempio ero abbastanza triste (per nessuna ragione apparente) così mi ha preparato i biscotti al cioccolato (anche se credo che li abbia comprati) e abbiamo giocato a carte fino a mezzanotte, è stato abbastanza divertente e sono quei momenti di tenerezza che mi fanno molto piacere. Peccato che poi abbia deciso di torturarmi andando su Msn, ma pazienza, sono cose della vita.

    Visto che non avevo sonno sono rimasto fino a tardi a leggere un libro ascoltando un po’ di musica (mi piace fare le due cose insieme), poi assonnato mi sono coricato sul letto e ho sentito russare, mi sono accorto che c’era la mia amata Zigulì stesa sul mio tappeto che dormiva e russava (giuro!) mi è venuto da sorridere ma subito dopo mi sono intristito perché io non so se russo perché mai nessuno ha dormito con me per potermelo dire e mi piacerebbe molto. Mi piacerebbe svegliarmi con qualcuno al mio fianco, anche solo per poter allungare la mano e non toccare il vuoto, ma chissà quando potrò farlo (questo lo dice uno che mente dicendo di stare bene da solo).

    Quando arriverà il mio turno? Io ormai non ne sono più convinto, spero solo che quando arriverà la persona giusta per me io non starò dormendo e la lascerò scappare, speriamo che in quel momento non starò russando. Sempre se russo. Qualcuno me lo dica...

     

     

     

    September 26

    Holidays!!!

    Questo è il resoconto dei miei cinque giorni di breve vacanza in Sardegna. Gli interventi sono stati scritti su alcuni fogli di carta durante la mia permanenza sull’isola in modo che le emozioni fossero ancora fresche mentre le imprimevo, adesso ho deciso di ricopiare tutto sul mio blog, mi rendo conto che è un po’ lungo ma è stato diviso in varie parti, quindi se volete sapere proprio tutto (o quasi) di quello che è successo vi invito a leggere ciò che segue.

     

    PART ONE: ALL ABOARD!

     

    21/09/2006 ore 13.35

     

    E’ un po’ difficile cercare di trasmettere in questo momento tutte le emozioni che sto vivendo. Sono in Sardegna e credo di doverlo urlare ancora una decina di volte prima di poterlo realizzare effettivamente. Proprio adesso mi trovo sul balcone della mia camera (la 218) e sto osservando il mare che si trova esattamente di fronte ai miei occhi, veramente stupendo ma anche abbastanza freddo e lo so bene perché sono tornato da cinque minuti dalla spiaggia dove con la mia amica Teresa ho trascorso tutta la mattina.

    Forse però è meglio iniziare questo racconto dal momento preciso in cui ho capito che avrei raggiunto questo luogo perfetto.

    Con la mia amica siamo partiti ieri nel pomeriggio per raggiungere il porto di Livorno da dove sarebbe partito il nostro traghetto diretto ad Olbia. Dopo quasi tre ore di autostrada in cui Teresa mi parlava ed io ascoltavo il walkman, siamo arrivati all’imbarco. Conoscendo bene il mio livello di sfiga ero già piuttosto convinto che qualcosa sarebbe andato storto e che ci sarebbero stati un sacco di contrattempi e invece, stranamente, è filato tutto liscio. Ci siamo imbarcati (noi e l’auto) in perfetto orario e abbiamo avuto anche un enorme colpo di fortuna (chiamasi anche culo). Okay, forse non è stata proprio fortuna, diciamo che è stata la faccia tosta di Teresa a farci avere la cabina al posto del passaggio ponte, come abbia fatto non lo so e non voglio saperlo, in quel momento non ero presente ma ho dormito in un letto invece che su una sedia quindi non posso assolutamente dire nulla di male.

    Dopo una notte molto tranquilla questa mattina siamo arrivati ad Olbia, appena alzati ho cercato disperatamente un caffè per tutta la nave  e alla fine, dopo averlo trovato, sono finalmente riuscito a carburare e così siamo andati a ritirare la nostra auto nel garage del traghetto.

    Stranamente abbiamo subito trovato la strada che portava sul promontorio di Capo Coda Cavallo dove c’era il nostro villaggio e dopo aver fatto il check-in e aver sistemato le nostre cose in camera, ci siamo subito diretti in spiaggia. Il mare qui è sicuramente uno dei migliori che abbia mai visto in vita mia e sono anche riuscito a fare il bagno nonostante la temperatura dell’acqua e miracolosamente ho preso un po’ di colorito. Al ritorno dalla spiaggia con mio grande piacere ho scoperto che l’hotel è fornito di una macchinetta per il caffè super moderna con tanto di nescafè dove ho fatto subito rifornimento. In questo momento appunto sono sul balcone della stanza, Teresa è andata a cercare qualcosa da mangiare mentre io aspetto di passare una bellissima serata seguita da giorni di puro divertimento e relax. Tuttavia mi manca qualcosa….

     

    PART TWO: A SPECIAL PHONE CALL

     

    21/09/2006 ore 23.53

     

    Sono esausto. Teresa ed io stiamo per andare a letto. E’ stata una giornata abbastanza pesante, nonostante la cabina sulla nave abbiamo comunque dormito poco e stamattina alle sette stavamo già attraversando le strade selvagge della Sardegna per raggiungere il villaggio.

    Anche se questa dovrebbe essere una vacanza all’insegna del buon umore, questa sera si respira un clima di tristezza  e non sto parlando solo di me stesso. L’estate ormai è finita e tutto lo staff del villaggio è abbastanza malinconico perché dopo quattro mesi insieme si dovranno salutare senza la certezza di rivedersi, ma dopotutto in questi posti, finita la stagione estiva le strutture chiudono e i posti di lavoro scarseggiano costringendo i giovani a lasciare la loro isola per venire nel continente (come lo definiscono loro). Tutta la vita è all’interno di queste mura, fuori dal villaggio non c’è assolutamente niente a parte la desolazione di vedere tutti i locali estivi chiusi fino al prossimo anno.

    La mia serata per fortuna è stata serena grazie alla telefonata di una persona speciale di cui sentivo molto la mancanza e grazie anche ad un ottima cena tipica sarda. Adesso sono coricato sul letto mentre Teresa è sotto la doccia, inutile dire che abbiamo impiegato mezza giornata per capire per quale motivo la luce in camera restava accesa solo per due minuti e poi si spegneva, alla fine grazie all’aiuto della receptionist abbiamo realizzato che dopo aver aperto la porta, dovevamo inserire la nostra chiave magnetica nell’apposito spazio e lasciarla dentro. Dettagli…

     

    PART THREE: WELCOME TO PARADISE

     

    22/09/2006 ore 19.18

     

    Stanco e abbronzato mi butto sul letto. Siamo appena tornati all’hotel dopo aver trascorso una bellissima giornata in Costa Smeralda a visitare le località più belle della Sardegna nord-orientale.

    Siamo partiti questa mattina intorno alle nove e siamo subito andati a fare rifornimento di creme abbronzanti in un supermercato di Olbia, poi ci siamo  diretti verso Baia Sardinia che abbiamo raggiunto tranquillamente in un’oretta. Il mare era uno dei più belli e limpidi che abbia mai visto e ne abbiamo approfittato per fare un sacco di bagni, in più abbiamo conosciuto una coppia di fidanzati che mi hanno dato un sacco di speranze per il mio futuro (ma di questo non voglio parlarne).

    Dopo essere rimasti due ore a Baia Sardinia, abbiamo deciso di farci venire un po’ di invidia andando a visitare Porto Cervo, la località vip per eccellenza dove, appena arrivati, ci siamo trovati davanti un panfilo enorme con tanto di agenti di sicurezza davanti. Teresa ha cercato di farsi dire chi c’era dentro ma siamo solo riusciti a sapere che era un politico, nulla di più.

    La località di Porto Cervo, nonostante i prezzi alle stelle, è molto suggestiva e caratteristica.

    Come ultima tappa della giornata ci siamo concessi un bagno alla spiaggia di Capriccioli, piccola ma molto carina.

    Adesso sono qui sul letto della nostra stanza e sto pensando ad una persona che è tutto il giorno che non sento e che mi manca molto. Spero tanto di ripetere la telefonata di ieri sera…

     

    PART FOUR: NO REGRETS

     

    23/09/2006 ore 11.21

     

    Non capisco per quale motivo mi diverta a farmi del male. Cazzo! Sono in vacanza, non dovrei avere problemi o pensieri, dovrei solo divertirmi e lasciarmi scivolare le cose addosso, invece mi rovino le giornate tormentandomi a pensare troppo.

    Certo Teresa è un ottima compagnia di viaggio ma non è lei di cui ho bisogno in questo momento, in più si è accorta che oggi non sono dell’umore giusto e che sono diventato ombroso ma lei alla fine capisce sempre.

    In questo momento siamo sulla spiaggia di San Teodoro, molto bella, sono disteso al sole ma ho qualcosa dentro che non mi permette di godermi pienamente questa giornata così ho deciso di trasportare sulla carta quello che mi fa stare male per vedere se riesco ad esorcizzarlo.

    Stamattina oltre ad un po’ di tristezza sono anche abbastanza amareggiato e nervoso, arrabbiato con me stesso per questo carattere che mi spinge sempre a stare male per l’unica cosa che mi manca.

    Non sopporto la mancanza di chiarezza, preferisco decisamente che una persona mi dica che non può o che non vuole sentirmi piuttosto che farmi stare tutta la sera nel dubbio a controllare il cellulare ogni cinque minuti con la paura che non ci sia campo, e di sicuro tutte queste coppie felici di fidanzati non mi stanno aiutando.

    E’ proprio quando siamo soli che ci viene da dire “Avevo qualcuno” e io in effetti avevo qualcuno. Qualcuno che mi pensava il doppio di quanto lo pensassi io, che mi faceva sentire in ogni modo la sua presenza, ma mi sono spaventato e così adesso non c’è più. Non ho rimpianti o rimorsi, sono felice per come sono andate le cose ma comunque in questo momento non posso impedirmi di pensare “Avevo qualcuno”.

     

    PART FIVE: DEPARTURES & TEARS

     

    25/09/2006 ore 08.06

     

    Sto scrivendo questo ultimo intervento della mia breve ma intensa vacanza mentre sono bloccato all’interno dell’auto dentro il garage della nave in attesa di fare uscire tutte le macchine per tornare finalmente a casa.

    Ieri è stata una giornata abbastanza particolare, con Teresa abbiamo dovuto lasciare l’hotel alle undici e così, dal momento che avevamo la partenza con il traghetto alle dieci di sera, ci siamo chiesti “E adesso cosa facciamo?”.

    Eravamo assolutamente stufi del mare, con le spalle bruciate e pruriti ovunque, così siamo andati all’Auchan, un grosso centro commerciale vicino ad Olbia dove abbiamo comprato un sacco di prodotti tipici sardi da portare a casa.

    Dopo aver pranzato da McDonald, intorno alle tre, siamo andati a fare un giro per il centro di Olbia dove però c’era una desolazione totale, così Teresa ha avuto la brillante idea di andare all’aeroporto per guardare gli aerei decollare, e così abbiamo fatto. E’ stato molto emozionante entrare all’aeroporto, solo che la mia sensibilità non ha tardato a farsi riconoscere. C’erano un sacco di fidanzati abbracciati che si salutavano perché dovevano lasciarsi per partire e piangevano, ad un certo punto ho dovuto indossare i miei occhiali scuri perché stavo piangendo anch’io nel vedere quelle scene assolutamente tristi. C’era soprattutto una coppia che mi faceva tenerezza e quando lui è partito lei è scappata singhiozzando, avrei tanto voluto correrle incontro, abbracciarla e dirle “Tesoro non preoccuparti, tornerà e sarà ancora più bello”!

    Lascio la Sardegna con l’emozione di aver visto un luogo meraviglioso, i sardi sono tra le persone più gentili che abbia mai conosciuto e questo, per una persona come me che scambia spesso la gentilezza per interesse, è stato un po’ traumatico perché non capivo mai se erano solo gentili o se ci provavano e ho rischiato di prendere una cotta dopo l’altra.

    Se qualcuno se lo stesse chiedendo, Teresa è riuscita a farci avere le cabine anche al ritorno….

     

    Al più presto arriveranno anche le foto

     

    September 20

    ...And The Hits Just Keep On Coming!

    Credo proprio di essere arrivato al limite di sopportazione che il buon Signore mi ha donato e credo di avere assolutamente bisogno di partire.

    Per fortuna lo sto per fare.

    Nell’intervento precedente avevo accennato ad una vacanza, bene ormai ci siamo! Oggi pomeriggio partirò per la Sardegna e sono davvero felice e soprattutto sento di essermelo meritato dopo un’estate passata a lavorare mandando le persone nei luoghi più belli mentre io dovevo restare dietro una scrivania con l’aria condizionata sul collo.

    La mia gentilissima responsabile (sto facendo del sarcasmo) mi ha voluto premiare dandomi la possibilità di partecipare a questo educational di cinque giorni a Capo Coda Cavallo, in un villaggio quattro stelle vicino ad Olbia, naturalmente tutto spesato (ci mancherebbe) e ho scelto di portarmi dietro la mia amica Teresa, soprattutto dal momento che ci sposteremo in auto e con il mio senso dell’orientamento, i miei riflessi e la mia solita fortuna finirei in mano all’anonima sarda e nessuno pagherebbe i soldi del riscatto per riavermi indietro.

    La Sfiga naturalmente, sempre quella con la S maiuscola, ha deciso di venire e ha pianificato tutto fin dall’inizio dal momento che ci farà partire con il traghetto da Livorno invece che da Genova e ci ha fornito un ottimo posto ponte che significa che nei pochi momenti in cui non sarò impegnato a vomitare starò bestemmiando, ma per il resto life is a flower, carry on smiling.

    Ieri al supermercato mi hanno scambiato anche per un ladro perché quando sono uscito mi hanno chiesto lo scontrino e naturalmente non sono riuscito a trovarlo perché per la prima volta nella mia vita l’ho buttato via invece di tenerlo e la Sfiga ha voluto che i gentilissimi signori della sicurezza (anche qui sto facendo del sarcasmo) me lo chiedessero proprio ieri. Così mi hanno portato alla cassa dove avevo pagato sperando che la cassiera che mi aveva servito si ricordasse di me, per fortuna la mia faccia non si dimentica e così lei ha confermato la mia versione, ma mentre andavo via il responsabile della sicurezza mi ha detto “La prossima volta tenga lo scontrino perché comunque a me resta il dubbio” e io incazzato nero gli ho risposto “Io sono a posto con la mia coscienza perché so di aver pagato!”…

    Poi come se la sfiga non bastasse la mia amica Claudia ha voluto salutarmi prima che partissi ed è venuta a trovarmi con sua figlia che dal momento in cui è entrata in casa mia al momento in cui è andata via non ha fatto altre che piangere ed urlare e la mia testa stava per esplodere così mi sono attaccato alla macchinetta del caffè sperando che mi aiutasse a sopportare ancora un po’ la loro presenza ma è stato peggio perché dimentico sempre che il caffè contiene caffeina e la caffeina rende ancora più nervosi nonostante io mi ostini a farne uso al posto del valium.

    Tutti mi dicono che se continuerò a bere così tanto caffè mi verrà un infarto prematuro, io spero invece di trasformarmi in un enorme chicco di caffè che possa sedare le persone nervose…soprattutto è molto realistico. Andiamo oltre.

    Ah dimenticavo, ieri sera mi sono messo con calma a fare la valigia e naturalmente mentre ero immerso nella preparazione del bagaglio perfetto (che per me è un’arte zen) il telefono ha iniziato a squillare ed era un numero anonimo, ho risposto ed era mia nonna che da quando ha scoperto che se vedo il suo numero non accetto, si è messa a nascondere l’identificazione del suo apparecchio e mi ha tenuto al telefono 54 minuti, o meglio, questo è quello che pensa lei, perché, dal momento in cui ho detto “Pronto” al momento in cui ho riattaccato, il mio telefono è rimasto sul tappeto mentre io continuavo a fare la valigia e quando l’ho finita ho raccolto il telefono da in terra e tanto lei stava continuando a parlare.

    Dulcis in fundo per tutto il giorno non sono riuscito a sentire una persona che avevo il bisogno di sentire con tutto me stesso e il mio umore era veramente nero, ero triste e in difficoltà ma non ho avuto sostegno. Per questo comunque incolpo me stesso perché non posso pretendere che le persone siano sempre a mia disposizione e ci sto male mentre magari loro hanno un sacco di cose da fare se, ma questo sono io, una macchina che carbura a caffeina e che deve sempre sbattere contro un muro di cemento prima di capire che deve smetterla di stare male per gli altri e pensare di più a se stesso.

    A questo punto vi saluto e per tutti quelli che non hanno letto nemmeno una riga di questo mio intervento ma che sono saltati direttamente alla fine vi avverto che SE IN QUESTI GIORNI MI CERCATE E NON MI TROVATE NON DOVETE CHIAMARE CHI L’HA VISTO (TANTO NESSUNO LO FAREBBE). SONO IN VACANZA E TORNO A CASA LUNEDI’.

    A presto…. (e queste furono le sue ultime parole famose, perché la nave colò a picco)

     

    September 15

    One In A Million

    Ogni tanto mi capita di fare un giretto sui blog degli altri utenti di MSN e non solo quelli, ci sono centinaia di diari virtuali sparsi per la rete, ci sono i blog fotografici dove non trovi un pensiero sensato nemmeno cercandolo per ore ma in compenso puoi ammirare le tremila foto che hanno come soggetto l’egocentrico proprietario, ci sono i blog musicali dove l’unica attrattiva sono gli ultimi video, ci sono i blog spassosi (o che pensano di esserlo) che vengono aggiornati settimanalmente con le barzellette più idiote del mondo, ci sono i blog giornalistici scritti da persone assolutamente patetiche che hanno la convinzione di avere un impressionante numero di fans che non vedono l’ora di leggere i loro interventi, ci sono i blog sportivi con i risultati delle ultime partite di calcio, i blog di cucina con le ricette dalla A alla Z….e poi naturalmente c’è il mio.

    Che cos’ha il mio blog di diverso dagli altri? Prima di tutto non vorrei essere frainteso, non credo che il mio diario sia migliore degli altri, non ho questa presunzione, credo solo che sia particolare, unico, davvero uno dei pochi in cui è possibile trovare delle vere emozioni. Prima di tutto non scrivo perché le persone lo possano leggere, non sono un intrattenitore e non voglio nemmeno esserlo, è solamente un modo che mi consente di sfogarmi e di liberare i miei pensieri e il fatto che sia online da più di un anno mi rende molto orgoglioso. Non sento la necessità di abbellire il mio spazio con foto o canzoni, perché già così lo trovo fantastico.

    Ultimamente i miei interventi sono stati meno monotematici, non ho raccontato le cronache delle mie settimane, semplicemente ho scritto qualche poesia perché in quel momento mi andava, ma adesso sento il bisogno di tornare a parlare della mia vita, come sempre fantastica, imprevedibile, a volte noiosa ma sempre emozionante.

    Anche questo Settembre la scuola è iniziata per milioni di studenti, per me è finita da due anni e in questo periodo, guardando mia sorella che fa acquisti per il nuovo anno scolastico, vengo preso da un po’ di nostalgia. Sono contentissimo che quel periodo ansioso sia finito, sono ancora più fiero di me quando penso alla maturità che ho superato con ottimi voti, ma non posso impedirmi di pensare che è stata una

    bella fase della mia vita e che nel bene e nel male mi è servita molto.

    In questo momento sono in camera e fuori piove, è il 14 Settembre e sono le 21.35, è tutto il giorno che il cielo è grigio e sembra già di respirare l’aria di una giornata di novembre, beh non è poi così male, l’autunno è alle porte e naturalmente l’estate presto si prenderà una vacanza dopo averla regalata a miliardi di persone. Per me invece l’estate finirà solo tra qualche settimana, quando tornerò dalla mia piccola vacanza, ma di questo parlerò un’altra volta. Come ho detto fuori è buio anche se non è poi così tardi, sono davanti al computer con la mia terza tazza di caffè della giornata.

    Se in questo momento potessi stilare una classifica delle cose che mi rendono felice, il caffè sicuramente sarebbe in prima posizione. Non sto parlando dell’espresso ma bensì delle tazze giganti di caffè americano, quello che si fa nelle macchinette a forma di clessidra, ecco io sono drogato di quello, con precisione da due anni. E’ iniziato come un piccolo piacere e si è trasformato in una vera dipendenza e non sto scherzando, un giorno ho provato a non berne per vedere se potevo ancora tornare indietro ma ho avuto una terribile emicrania da astinenza che mi ha subito portato a riconsiderare la cose. Quindi ormai ogni singola mattina appena alzato prendo la mia tazza di Winnie the Pooh comprata a Disneyland Paris, mi verso mezzo litro di caffè e mi sento subito bene. L’anno scorso a Parigi ho fatto impazzire mia sorella perché entravo in ogni Burger King e McDonald per fare scorte di caffè, visto che erano gli unici locali dove era bevibile, per il resto se eri fortunato potevi bere dell’acqua colorata di marrone.

    Ecco appunto, ditemi se in tutto il web trovate un altro blogger che spreca metà intervento parlando di caffè…forse solo il mio in tutto il mondo. Beh non è una novità, ho sempre pensato di essere strano, in senso divertente ovviamente, non strano come uno psicopatico e il fatto che io ne sia consapevole è già un enorme passo avanti. Mi piaceva definirmi unico, ma ho capito che era troppo arrogante, dicono che tutti siamo unici, ma io credo di essere “Uno su un milione” nel senso che sono convinto che ci siano altre persone come me da qualche parte, ne sono più che certo e quindi questo non fa di me una persona esclusiva

    In questo periodo mi è capitato di conoscerne una, una persona davvero speciale intendo, e come me abbastanza sconvolta dal mondo che ci circonda, siamo rimasti gli unici di un gruppetto ristretto a credere ancora nel vero amore e a pensare che ci sia del buono in ognuno di noi. Mi sto molto legando a questa persona, perché è come me, a parte il fatto che non ama il caffè ed è un pessimo biglietto da visita. Naturalmente sto scherzando.

    Sto diventando troppo logorroico? Credo proprio di si, quindi finisco questo intervento con una poesia di Goethe che dedico ad una persona speciale, quindi se stai leggendo mio caro paguro, questa è per te:

     

    Penso a te quando il bagliore del sole s’irradia nel mare,

    penso a te quando il barlume della luna si specchia nelle fonti.

     

    Vedo te quando per via,

    lontano si solleva la polvere;

    di notte,

    quando sul ponte sottile trema il viandante.

     

    Ascolto te dove con cupo scroscio l’onda s’innalza;

    nel bosco quieto vado e spesso origlio

    quando tutto è silenzio.

     

    Sono vicino a te,

    pur se tanto lontano tu mi sei accanto.

    Cala il sole, tra poco brilleranno le stelle.

    Se tu fossi qui, adesso!

     

    (Johann Wolfgang Goethe)

     

    September 11

    The Love Guide

    Ho deciso di aiutare i cuori solitari stilando una guida dei dieci sintomi che fanno presagire l’inizio di un innamoramento. Naturalmente ho preso spunto da esperienze personali passate e soprattutto presenti, quindi se non siete convinti di essere innamorati leggete questi dieci segnali e se avete fatto più di cinque delle dieci cose elencante, allora forse anche voi vi siete presi una bella cotta, per gli altri invece ho solo un suggerimento “leggete e prendetene atto, non comportatevi mai e poi mai come la persona di questo intervento (ovvero me)”.

     

    Siete veramente cotti se…

     

    1)   Vi svegliate la mattina e ancora prima di connettere la testa guardate subito il cellulare sperando di aver ricevuto un suo messaggio del buongiorno e non vi interessa se sono solo le sei e probabilmente sta ancora dormendo, se non trovate niente la vostra giornata parte già male;

     

    2)   Passate il tempo a guardare il cellulare aspettando la sua risposta al vostro ultimo sms e se dopo dieci minuti dal vostro invio non avete ancora ricevuto niente allora vi fissate che non c’è rete e iniziate a chiamarvi da soli dal telefono di casa, poi, non ancora convinti chiedete a vostra sorella di 17 anni di mandarvi un messaggio per vedere se c’è campo e vi beccate in cambio un limpido “ma vaffanculo!”:

     

    3)   Uscite con gli amici e continuate a pensare alla vostra cotta. Ad un certo punto i vostri amici vi vedono strani, con la testa fra le nuvole, allora vi chiedono “C’è qualcosa che non va?” voi rispondete “Tutto ok” e subito dopo aver mentito vi rendete conto che siete proprio presi;

     

    4)   Vi batte il cuore ogni volta che siete insieme o parlate al telefono e se nota che avete le mani sudate dall’agitazione vi trovate a rispondere “Si me le sono appena lavate” ma poi realizzate che siete in mezzo al centro della città o sulle poltrone centrali del cinema dove non ci sono rubinetti;

     

    5)   Mettete il sale nel caffè e lo zucchero sulla pasta alla carbonara perché siete troppo distratti dal suo pensiero;

     

    6)   Camminate per la strada con sguardo da ebete che persino la vostra vecchia professoressa delle medie incontrandovi vi offre una caramella pensando che abbiate un calo di zuccheri;

     

    7)   Ogni volta che dovete salutarvi siete tristi e vi comportate in modo patetico pronunciando frasi tipo “Ma poi torni?” come un bambino che si rivolge alla madre il primo giorno di scuola materna e di solito dopo cinque minuti che vi siete lasciati vi manca terribilmente;

     

    8)   Non fate altro che ascoltare la canzone che vi ha dedicato, anche se prima il solo sentirla vi provocava l’orticaria;

     

    9)   Vi ritrovate a fantasticare ad occhi aperti sul vostro prossimo incontro e poi vi accorgete che state recitando la scenetta a voce alta e che i vostri parenti sulla porta stanno già pensando di chiamare un bravo psicologo;

     

    10)La notte non dormite fino a quando non ricevete il suo sms della buonanotte e quando arriva vi rendete conto che è l’sms del buongiorno perché siete rimasti svegli tutta la notte ad aspettare un messaggio che non è mai arrivato.

     

    September 09

    This Is Your Chance Honey

    Tesoro, lo sai questa sera va male, ho troppe cose sul cuore dunque dobbiamo parlarne,

    tesoro se mi rivolgo a te questa sera è perché ci sei per qualche cosa, hai fatto di tutto per farlo funzionare,

    tesoro in questo mondo virtuale c’è l’amore e c’è l’odio ma anche l’indifferenza,

    tesoro, perché continui con questo silenzio, alla fine lo sai che saremo in due a pagarne le conseguenze,

    il mio odio è immenso in questa serata di settembre quando penso a tutto quello che avevamo,

    lo sai, io sono come te e vorrei essere ascoltato e proprio come te non ho saputo farlo,

    tesoro, hai un nome così tenero, un vero nome d’angelo ma dimmi cosa ti è successo?

    Tesoro sta a te decidere se potrà tornare quello che c’era tra noi,

    tesoro ma guardiamoci, siamo belli e intelligenti, forse anche troppo,

    il mio odio è immenso quando penso a quel giorno, ci siamo fatti prendere dalla guerra quando volevamo la pace.

    Tesoro sei vittima delle paranoie, generazione anni ’80 forse abbiamo avuto vita facile,

    tesoro avevi l’onore di essere una parte del mio cuore, di aver installato una forma di amore nella mia vita,

    ma tesoro sei abbastanza intelligente senza ascoltare quello che ti dice lui,

    tesoro hai qualche anno più di me ma sto perdendo il tuo rispetto, mi è toccato fare questa scelta,

    tesoro avresti potuto spezzare quella catena, prendere la parola e ridarci i nostri sogni,

    ma tesoro hai fatto la stessa cazzata di lui, credere che con l’indifferenza si sistema tutto,

    tesoro, sarai ancora parte di me? Alla fine abbiamo esagerato e lo so,

    tesoro, vorrei odiarti per stare meglio, ma più ci provo e più ne pago il prezzo

    Tesoro credi veramente di essere dalla parte della ragione? Di aver riflettuto completamente e di essere a posto con la tua coscienza?

    Tesoro, non sono di quelli che si fa guidare dall’odio, piuttosto sono uno di quelli che allontana sperando di dimenticare,

    hai fatto affondare questa nave tesoro, ho paura dei sogni infranti e dei cuori spezzati per sempre.

    Tesoro, perché sei così triste? Torna da me, è colorato, è divertente,

    ma tesoro, vorrei tanto che leggessi questo intervento, vorrei essere un esempio per tutti quei giovani troppo orgogliosi,

    tesoro hai quasi la mia stessa età, non dimenticare mai i problemi di una gioventù che sanguina,

    vieni tesoro andiamo a spegnere la fiamma, non essere parte di quei pazzi che difendono il diavolo,

    tesoro ho paura che non leggerai mai tutto questo e ben presto diventeranno parole al vento…

     

    Quindi ti rompo il cazzo adesso, perché dopotutto siamo sempre noi!

    September 02

    I Hate You (Just So You Know)

    Ma allora dove sta il problema?

     

    Cos’è che hai detto? Che non amavi quelli come me e il loro mondo?

     

    Ma cos’è che ti disturba? Che non capisco il tuo odio o che sono complice del casino che non ti piace?

     

    Ma che cos’è che ti disturba? Che mi rivolgo al tuo stesso Dio e che conosco le tue stesse preghiere?

     

    Ma che cos’è che ti disturba? Che respiro il tuo stesso ossigeno?

     

    Ma che cos’è che ti disturba? Che io mi sento fiero mentre per te sono un errore?

     

    Hey ma che cos’è che ti disturba? Che ti guardo anche se non ti piace che io lo faccia?

     

    Dimmi che cos’è che ti disturba? Che tu sarai sempre e solo un bastardo mentre io camminerò contento?

     

    Ma che cos’è che ti disturba? Che non puoi farmi del male perché finiresti nella merda?

     

    Oh ma dimmi che cazzo è che ti disturba? Che io la vita me la godo anche se per te sono un aborto mancato?

     

    Ma dimmi cos’è che ti disturba? Che cammino nelle tue strade e vado in vacanza dove vai tu?

     

    Dimmi cos’è che ti disturba? Che sono un essere umano e provo le stesse cose che provi tu?

     

    Dimmi un po’ cos’è che ti disturba? Che ho i tuoi stessi diritti anche se non sempre riconosciuti?

     

    Ma dimmi, cos’è che ti disturba? Che ho frequentato la tua stessa scuola e che guadagno come le persone normali?

     

    Hoy cos’è che ti disturba? Che nonostante l’ignoranza io abbia degli amici che mi amano?

     

    Ma cos’è che ti disturba? Che io bevo la tua stessa acqua e pretendo sempre il meglio?

     

    Cos’è che ti disturba? Quello che sono? Ma poi non sei nemmeno sicuro di quello che sei tu?

     

    Cos’è che ti disturba? Che quelli come me li proveresti per una sera e ti piacerebbe pure?

     

    Cos’è che ti disturba? Che mi hai visto con i tuoi stessi jeans e non li hai mai più messi?

     

    Cos’è che ti disturba? Che posso spingermi dove tu non puoi mai entrare?

     

    Ma che cazzo è che ti disturba? Che ti piacerebbe farmi quello che non puoi fare con lei?

     

    Dimmi cos’è che ti disturba? Che dici di odiarmi ma poi toccheresti il cielo se io dicessi “puoi prendermi?

     

    E lo sai a me cosa mi disturba invece? Che tutto quello che ti disturba è tutto quello che io

    AMO.