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    March 29

    Commercial Break

    Da come potete vedere, con l'arrivo della primavera, anche il mio blog si è dato una "rinfrescata". Fatemi sapere se vi piace questo nuovo look.
    Presto tornerò a scrivere i miei consueti interventi. A presto!
     
    Ciao!
     
    March 23

    A Prayer in Spring

    Finalmente è arrivata la primavera. Alle 19.26 di Lunedì.

    Diciamo che fin’ora non ho notato questo gran cambiamento, anzi, la temperatura è calata e piove da due giorni. Davvero un grandissimo inizio di primavera! Dove sono gli uccellini, le piante in fiore, i primi raggi di sole, quelli tiepidi ma ancora deboli? E soprattutto dov’è il mio amore?

    In queste due settimane ne sono successe di tutti i colori. Primo ho imparato a mie spese che non devo scrivere su questo blog degli aneddoti riguardo le persone che conosco nella vita reale, perché potrebbero venire a leggerli e sarebbe imbarazzante (più di così non credo) e secondo, ho ritrovato dopo quasi un anno, un’amica che pensavo non avrei più rivisto.

    Ci siamo sentiti qualche sera fa, mi arriva sul cellulare uno squillo sconosciuto, invio un messaggio “Chi sei?”, poco dopo la sua risposta “Dopo tutte le avventure che abbiamo avuto ti dimentichi in questo modo di me! Sono la Sere!”, e così la mattina dopo sono andato a trovarla a casa sua per un rapido saluto. Un attimo…non ho appena detto che in questo blog non devo scrivere sulle persone che conosco…va beh dai, dubito che la Serena legga questo diario…in effetti dicevo le stesse identiche parole sulla persona che poi effettivamente l’ha letto, ma questi sono dettagli!

    Allora, cerchiamo di non distrarci ulteriormente, stavo dicendo? Ah si, giusto, sono andato a trovarla a casa sua, ma visto che tornavo dalla piscina e non avevo avuto tempo di tirarmi a nuovo (traduzione: avevo i capelli come un’upupa), appena sono entrato nell’ascensore del suo palazzo, ho tirato fuori il tubo di gel che mi porto dietro in ogni occasione e davanti allo specchio ho cercato di pettinarmi. Purtroppo il tubo era quasi finito, così lo scuotevo per fare uscire il gel, ad un certo punto è schizzato ovunque dentro l’ascensore, e io continuavo a fare avanti/indietro dal piano terra al quinto piano per cercare di ripulire i miei disastri senza che nessuno potesse notarli. Alla fine dell’odissea comunque i miei capelli sono rimasti disastrosi. Sono arrivato dalla mia amica e abbiamo chiacchierato per una decina di minuti e poi ci siamo messi d’accordo per uscire qualche sera in settimana. E’ Giovedì ma non ho ancora ricevuto conferme! Serena, se leggi questo blog almeno sappi che dobbiamo ancora uscire. Forse a qualcosa serve.

     

    Ieri mattina prima di andare al lavoro sono stato assalito da una strana voglia di dolciumi, e dal momento che non sapevo esattamente di cosa, sono entrato nel primo supermercato aperto per vedere se lo sguardo avrebbe captato qualcosa di interessante e soprattutto se le mie pupille gustative si sarebbero accese come un radar davanti all’oggetto del mio desiderio. Ho trovato davvero delle cibarie interessanti, dalle patatine alla crema piccante, ai wurstel con il ketchup incorporato, alla pizza da riscaldare fino alle buste di popcorn da mettere nel microonde (ho una bruttissima esperienza a riguardo). Insomma, tutto salato ma nulla di dolce che potesse soddisfarmi. Poi all’improvviso ho avuto un’illuminazione, era il gelato che stavo cercando disperatamente! Ma certo! Le mie papille gustative hanno capito che era arrivata la primavera e volevano gustarsi il primo gelato dopo un inverno di minestre. Poi però mi sono detto “Se inizio a mangiare il gelato alla mattina alle 8.30, finirò per mangiare topi morti a cena!”, ma alla fine la  mia parte irrazionale ha ceduto e mi sono tuffato su un bel barattolo di gelato al cioccolato, per intenderci quelli piccoli e marroni della “Hagel e qualcosa”. Poi mi sono seduto in macchina e con una scheda telefonica da 5 €, mi sono messo a mangiare il gelato (eh beh? Cucchiaini non ne avevo!). Era proprio quello che volevo!

     

    Va beh, credo di aver già scritto troppo per un intervento di primavera, spero solo che mi porti l’amore alla velocità della luce. Forse anche più veloce.

    E se tu (tu lo sai che sto parlando di te) stai leggendo questa pagina, sappi che quello che ho scritto non è del tutto vero, non provo più niente per te, forse solo un po’ di affetto, ma non di certo quello che ho scritto prima. Hai fatto la tua vita per sei anni e non ti è mai importato di me. Adesso vado avanti per la mia strada, ma non mi cercare più. E riguardo la domanda che mi hai fatto, ho cambiato idea, non mi interessa più essere tuo amico.

     

     

    March 12

    The Hero Dies In This One

    Un’altra settimana è passata. Trascorrono talmente in fretta che non riesco a capacitarmene, mi sembra che volino via ad una velocità indicibile.

    E’ quasi primavera ma mi sembra che l’inverno sia iniziato ieri. A pensarci bene però è stato lungo e non proprio così veloce. Ma va beh, andiamo oltre.

    Anche questa settimana lavorativa è terminata e dalla prossima avrò il turno di mattina che secondo me è molto meglio, così durante il pomeriggio potrò fare le mie cose. Tra le tante devo andare dal parrucchiere (ormai ho i capelli talmente lunghi che potrei farmi una coda), in biblioteca (dove devo portare due libri da quattro mesi) e dedicare più tempo a me stesso, magari andare in palestra, e perché no, cercare l’amore. Facile in teoria, più dura la pratica.

    Ma soprattutto dedicare più tempo ai miei amici (sia quelli vicini, che quelli virtuali, che, ultimamente ho trascurato non poco).

    Ieri sera sono uscito con i miei amici, non abbiamo fatto niente di speciale, siamo solo andati a mangiare una pizza e poi siamo rimasti in un pub fino alle due, una serata tranquilla, senza grossi scossoni. Quelli li ho avuti nel pomeriggio.

    Intorno alle cinque ero al lavoro quando ho ricevuto un messaggio sul cellulare da parte di una persona, la solita. Mi chiedeva se potevo passare a casa sua per installare Messenger perché non ci riusciva (ce l’ho fatta persino io!). Ho risposto che dopo il lavoro avrei fatto un salto, e così è stato.

    Sono arrivato a casa sua (che per la cronaca è a due passi dalla mia) e in dieci minuti avevo già finito. Il momento più imbarazzante è stato quando mi ha chiesto di inserire il mio indirizzo tra i suoi contatti. Non ci speravo, ma non ho ancora capito se sono contento oppure no. Comunque l’ho fatto, ma non l’ho ancora accettato tra i miei. Lo farò più tardi. O forse no. Magari si.

    Quando ho chiesto perché volesse il mio contatto mi ha dato una risposta completamente imprevedibile: “Perché mi va di risentirti”, qualcosa del genere. Giusto un brivido lungo la schiena, un veloce “OK” e senza che me ne accorgessi il mio indirizzo era il primo del suo elenco.

    Io vorrei capire perché il destino ha giocato con noi in questo modo, tenendoci uniti per molto tempo, poi distanti per sei anni e adesso di nuovo vicini, c’è un disegno in tutto questo? O è puro caso?

    Il mio muro è totalmente crollato, nonostante abbia tenuto duro in queste ultime settimane, sono di nuovo penetrabile, la mia corazza un po’ fredda e cinica è caduta con il disgelo.

    Mi ha offerto una coca, poi ci siamo salutati. Prima di andare però mi ha fatto una domanda.

    Ci ho riflettuto qualche minuto, ma poi ho risposto subito.

    Non potevo rifiutare.

     

    March 06

    Please Remember Me...maybe we'll meet again

    Domenica 5 Marzo, ore 23.21

     

    Un’altra settimana di lavoro è finita. E’ trascorsa tra alti e bassi, come credo tutte le settimane delle persone che lavorano. Ma questo mio intervento nel blog, non lo voglio dedicare alla mia settimana lavorativa, non questa volta. Ci sono altri avvenimenti che meritano le mie parole.

    Prima di tutto mi sembra giusto parlarvi del mio stato d’animo di questi ultimi giorni, in modo che possiate farvi un’idea e magari capire meglio il perché di certe frasi tristi o malinconiche.

    Diciamo che in quest’ultima settimana sono stato molto paranoico in alcune situazioni, ho pensato che alcuni miei amici si fossero allontanati da me a causa del mio lavoro, perché non ho più il tempo di dedicarmi a loro come prima, persino la mia gatta mi è sembrata offesa con me, forse si sente trascurata, comunque diciamo che l’umore non è dei migliori.

    Lo so, lo so. Il mio ultimo intervento è ancora in sospeso e volete sapere cos’è successo con quella persona. Quelli che mi conoscono meglio sanno già di chi si tratta, e forse gli altri possono farsi qualche idea. Allora quella persona che si è presentata in agenzia è una mia vecchia conoscenza, con cui ho chiuso i rapporti in modo burrascoso a causa di alcuni errori. Fino a poco fa studiava all’università e avevamo poche possibilità di incontrarci, ma adesso ha mollato gli studi e dal momento che abitiamo vicini continuiamo ad imbatterci sui nostri passi. E’ imbarazzante.

    In questo momento sono da poco passate le undici, sono appena tornato a casa dopo aver portato fuori il mio cane e indovinate? Ho incontrato la famosa persona. Ma questa volta è stata diversa dalle altre. Sarà il vento che soffia in questi giorni, o la luna di questa sera che rende tutto più magico, comunque questo incontro è stato molto tenero e molto malinconico. Abbiamo parlato in modo rilassato come non facevamo da tempo, ci siamo raccontati gli ultimi avvenimenti della nostra vita e siamo riuscisti a mantenere un tono civile. Mi ha offerto una sigaretta e l’ho presa, intanto il mio cane ci girava intorno, ci siamo seduti su un muretto e abbiamo continuato a parlare, mi ha detto che l’università era troppo stancante e che non andava più bene, così ha deciso di prendersi un anno sabbatico per decidere cosa fare della sua vita, ho cercato di dare qualche consiglio ma non sono molto bravo in questo. Io invece ho parlato del mio lavoro.

    Poi la conversazione si è spostata su di noi. Mi sono scusato per le mie colpe, ma ne abbiamo entrambi, mi ha ascoltato e poi mi ha porto le sue scuse. Non me le aspettavo, da sei anni le volevo sentire e non avrei mai creduto di riuscirci. Mi sono anche commosso.

    Poi ci siamo alzati, ho fatto l’ultimo tiro di sigaretta e l’ho buttata. Ha fatto lo stesso. Un rapido “ciao” e ci siamo allontanati. Di nuovo. Forse questa volta per sempre, o forse è un nuovo inizio.

    Sono andato per la mia strada, con il mio cane. E con la luna, sopra di noi.
    March 01

    Salvation On My Way Down

    Ieri è stata una giornata molto particolare. Diciamo che ancora adesso non sono riuscito a capire se mi sia piaciuta oppure mi sia solo servita per comprendere alcuni lati della mio carattere.

    La mattina come sempre è cominciata alle 7.30, ovvero l’orario in cui programmo la mia radiosveglia per andare al lavoro. Una doccia veloce, la solita tazza di cereali e latte, il solito caffè all’americana e poi via in macchina, la solita stupenda canzone di Teddy Geiger, la solita monotona corsa per un parcheggio vicino all’agenzia e le solite pulizie di apertura. Niente di veramente nuovo. Niente di così entusiasmante. Un attimo, che cosa sto dicendo? Lavoro da solo due settimane e sono già riuscito ad abituarmi talmente bene che non mi sembra nemmeno più una novità? Ebbene si, è così. Mi sembra di lavorare in quell’agenzia di viaggi da anni, forse è l’esperienza a fregarmi. Ma il lavoro procede bene, qualche piccolo intoppo, ma niente di così grave o irreparabile. Mi sembra di essere finalmente arrivato ad un periodo abbastanza sereno della mia vita, dopo una lunghissima agonia  che durava dallo scorso settembre, in cui mi sentivo veramente una nullità.

    La mattinata è passate veloce, con l’ennesimo caffè al bar dell’angolo e qualche cliente da servire. Il pranzo come sempre a casa e il ritorno al lavoro alle 15.00.

    Il pomeriggio è stato un po’ più disastroso, ad un certo punto pensavo di esplodere, un cliente dopo l’altro, un mal di testa atroce che aumentava ogni volta che sentivo la porta dell’agenzia aprirsi. Quasi cinque ore in piedi senza un attimo di tregua, se non dieci minuti ogni ora, in cui mi sedevo stravolto. I tour operator da sollecitare, gli operativi volo da confermare, i cataloghi da mettere a posto, le pratiche da confermare e quella da lasciare scadere, un delirio totale. E poi, proprio mentre pensavo di essere arrivato sull’orlo di una crisi di nervi, chi mi entra dalla porta dell’agenzia? La famosa persona incontrata a quella celebre festa, vi ricordate? Non mi ero dimenticato di dirvi chi era, speravo solo che l’avrei scritto il più tardi possibile, e di certo non pensavo di trovarmela davanti così presto. Vi rimando al link del mio post con data 24 Novembre 2005: (titolo post: The Prophecy)

    http://spaces.msn.com/daydream20/PersonalSpace.aspx?_c11_BlogPart_n=1&_c11_BlogPart_handle=cns!88900072B8703926!509&_c11_BlogPart_FullView=1&_c=BlogPart

     

    Voi ditemi se mi doveva capitare una cosa del genere!

     

    (CONTINUA…)