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December 31 Another Year's OverCosì. I sogni e le speranze di un intero anno stanno per finire in questa notte. Ah, che anno è stato questo per me. Difficile senza dubbio, non molto entusiasmante sotto certi punti di vista, ma è stato un anno che ho vissuto a fondo e che mi ha portato a conoscermi meglio. Sono maturato e sono cresciuto com’era giusto che fosse, sono diventato più forte grazie ad alcune persone e anche più indipendente. Ma ora voglio cercare di riassumere in un solo post, tutto quello che mi è successo in questo 2006, augurando a tutti voi e a me stesso un 2007 ricco di soddisfazioni personali e sorprese positive.
2006…E’ stato l’anno….
E’ stato l’anno in cui ho pattinato sul ghiaccio per la prima volta in vita mia, E’ stato l’anno in cui ho vissuto la mia prima intera notte senza dormire, E’ stato l’anno in cui ho mantenuto il proposito di andare in palestra, E’ stato l’anno in cui cantando al Karaoke ho perduto una persona, E’ stato l’anno in cui ti ho lasciato andare perché non ci incontravamo, E’ stato l’anno in cui una canzone mi ha paralizzato, E’ stato l’anno in cui i miei silenzi hanno parlato più di mille parole, E’ stato l’anno in cui ho continuato a cercare di più, E’ stato l’anno in cui a volte ho finto di stare bene ma era chiaro il contrario, E’ stato l’anno in cui sono rimasto bloccato nella neve più di una volta, E’ stato l’anno in cui ho dovuto fare da baby-sitter ai miei cugini, E’ stato l’anno in cui ho lavorato in agenzia di viaggi, ma ora è finita, E’ stato l’anno in cui il lavoro mi ha portato delusioni, E’ stato l’anno in cui il lavoro mi ha portato grandi emozioni, E’ stato l’anno in cui per la prima volta me la sono cavata da solo, E’ stato l’anno in cui ci siamo rivisti, E’ stato l’anno in cui ho trovato quelle vecchie foto, E’ stato l’anno in cui mi sono fatto più amici di sempre, E’ stato l’anno in cui gli amici mi hanno deluso come non mai, E’ stato l’anno in cui ho fatto più casini, E’ stato l’anno in cui ho conosciuto e perso più persone allo stesso tempo, E’ stato l’anno in cui le bugie mi hanno annegato, E’ stato l’anno della mia più grande storia d’amore, E’ stato l’anno in cui mi hai lasciato, E’ stato l’anno in cui tornando a scuola mi sono messo a piangere, E’ stato l’anno in cui hanno chiuso la mia rosticceria cinese preferita, E’ stato l’anno in cui l’hanno anche riaperta, E’ stato l’anno in cui ho votato per un cambiamento, E’ stato l’anno in cui mi hanno presentato il professor Germano, E’ stato l’anno in cui la mia fede ha vacillato, E’ stato l’anno in cui sono andato al mare per Pasquetta e ci siamo divertiti, E’ stato l’anno in cui con la mia Nadia ho “fuffato” come non mai, E’ stato l’anno del mio primo “Cosmopolitan”, E’ stato l’anno delle sbronze colossali, E’ stato l’anno in cui mia sorella mi ha presentato il suo nuovo fidanzato, E’ stato l’anno in cui quel fidanzato l’ho prima odiato, poi amato, E’ stato l’anno in cui per evitarlo (sempre lui) sono finito sotto il letto, E’ stato l’anno della visita di mia cugina, E’ stato l’anno delle mie tre cotte tra malumori e malesseri, E’ stato l’anno delle paranoie costanti, E’ stato l’anno in cui ho finalmente incontrato Nadia a Milano, E’ stato l’anno in cui lei si è sposata e laureata, E’ stato l’anno del mio primo brunch, E’ stato l’anno in cui ho visto Gardaland per ben due volte, una ad Halloween, E’ stato l’anno in cui Saretta si è fidanzata, E’ stato l’anno in cui ho spiato dei tradimenti o presunti tali, E’ stato l’anno delle mie nevrosi, E’ stato l’anno del mio viaggio in Sardegna, E’ stato l’anno della mia prima volta su una nave, E’ stato l’anno della musica francese, E’ stato l’anno dell’operazione di mio padre, andata a buon fine, E’ stato l’anno della morte di mia nonna, E’ stato l’anno del mio centesimo intervento sul blog e del suo compleanno, E’ stato l’anno delle figure di merda come se piovesse, E’ stato l’anno in cui vi ho fatto ridere portando in giro un cartellone gigante, E’ stato l’anno dei venerdì sera con Claudia, E’ stato l’anno in cui mi sono sentito più solo, E’ stato l’anno in cui certi amici non mi hanno capito, E’ stato l’anno in cui ho servito la mia vendetta, E’ stato l’anno in cui mettendo via l’orgoglio ho recuperato un bel rapporto, E’ stato l’anno in cui l’ex di mia sorella si è rifatto vivo con me, E’ stato l’anno in cui due donne si sono innamorate di me, E’ stato l’anno in cui ho capito di essere dipendete al caffè, E’ stato l’anno dei miei bellissimi sabati sera in piscina. E’ stato l’anno della mia estate folle, fuori ogni giorno senza sosta, E’ stato l’anno in cui l’autunno mi ha colto impreparato, E’ stato l’anno di alcune scelte coraggiose, E’ stato l’anno in cui ho dovuto gestire una casa da solo, E’ stato l’anno in cui la libido mi ha guidato inconsciamente, E’ stato l’anno in cui ho visto un sacco di ipocrisia, E’ stato l’anno di un Halloween fantastico, E’ stato l’anno della mia visita alla fabbrica di cioccolato, E’ stato l’anno della mia prima volta in autostrada, E’ stato l’anno di una nuova prospettiva di lavoro, E’ stato l’anno di infiniti colloqui, E’ stato l’anno in cui ti ho perso e ritrovato, E’ stato l’anno in cui non ho mai perso la speranza E’ stato l’anno….
Quest’anno eviterò di fare buoni propositi, perché alla fine so bene che non li rispetterò.
BUON ANNO A TUTTI! GRAZIE PER QUESTO ANNO IN VOSTRA COMPAGNIA, MI AVETE AIUTATO PIU’ DI QUANTO POSSIATE IMMAGINARE.
December 23 Spread A Little Love on ChristmasL’altra sera stavo leggendo i miei vecchi diari, quando ho trovato una storia di Natale che avevo scritto nel 2004, e visto che la trovo molto attuale, soprattutto per quello che desiderio io, ho deciso di sistemarla un pochino e pubblicarla su questo blog in questi giorni che precedono la festa…e chissà che con un po’ di fortuna, e tanta fantasia, non possa accadere sul serio. Perché sognare fa sempre bene, soprattutto a Natale.
Spread A Little Love on Christmas Day
Marco esce dal palazzo in cui abita, in una piccola città della provincia italiana, intorno a lui un sacco di luci di Natale e di gente intenta a fare shopping. Sono le otto di sera del 22 Dicembre, alcuni ritardatari si affrettano per i negozi colmi di persone e di decorazioni colorate. La temperatura è molto fredda, sembra che da un momento all’altro possa nevicare. Marco è molto triste, passeggia per le strade affollate ma è come se fosse solo in mezzo alla città, si stringe al petto il cappotto e dalla sua bocca esce il fumo che si crea a causa del freddo. Entra in un grande centro commerciale, si fa largo tra la folla e vede che in mezzo al negozio c’è Babbo Natale intento a chiedere ai bambini che regalo vogliono ricevere, Marco gli passa a fianco senza degnarlo di uno sguardo, lui non ha mai creduto in Babbo Natale, addirittura non ha mai creduto nel Natale, è solo un periodo dell’anno più ipocrita di altri. Per l’immenso centro si espandono canti e allegre risate, Marco si dirige verso il reparto vestiti e dopo aver comprato una sciarpa se la fa impachettare, la commessa gli chiede se vuole anche un biglietto da dedicare alla persona a cui ha comprato quel regalo, ma il ragazzo ringraziandola le dice che non ne ha bisogno e dopo aver pagato esce dal negozio. Dopo aver comprato la sciarpa si dirige verso il bar del centro commerciale e ordina una cioccolata calda, mentre sta sorseggiando la bevanda fumante si sente chiamare per nome, è Marta, la sua migliore amica. Marta nota subito che Marco ha comprato un regalo,
- "Anche quest'anno hai seguito la tradizione?"
- "Patetico vero?"
- "Sognatore più che altro...e incredibilmente romantico"
- "Dai Marta, a me sembra più che altro stupido, sono cinque anni che compro un regalo per un fidanzato immaginario nella speranza che si materializzi, a me sembra più che altro un caso disperato. Quando ho iniziato ne avevo venti, ma ora ne ho venticinque, dovrei anche smetterla di credere alla fiabe"
- "Il giorno in cui smetterai di piangerti addosso sarà sempre troppo tardi scemotto. Dai scappo, un bacio"
Marco sorride e la saluta. Poco dopo sta uscendo dal centro commerciale con il suo pacchetto quando viene fermato da Babbo Natale che per quel giorno ha finito il suo lavoro,
- "Siamo tristi ragazzo?"
- "Mi scusi, ma non ho mai creduto a Babbo Natale, anzi, se devo essere del tutto sincero non mi è mai piaciuto il Natale, sta perdendo tempo con me!"
- " Va bene, mettiamo alla prova la tua convinzione. Dimmi cosa vorresti ricevere e la notte della vigilia a mezzanotte in punto tu la riceverai"
- "Si certo e poi magari Biancaneve mi inviterà alla tombolata insieme ai sette nani, la prego mi lasci in pace!"
- "Esprimi un desiderio, coraggio"
- "La vuole smettere? Vuoi sapere vecchio buffone cosa desidero? Vuoi veramente sapere cosa voglio? Bene, trovami un fottuto ragazzo e piazzamelo con un mazzo di fiori in mano sotto l'albero nella piazza centrale del mio paese, e assicurati che sia fantastico, sei contento ora?", poi piangendo corre verso casa. Babbo Natale lo guarda allontanarsi.
Mentre Marco sta rientrando a casa viene fermato dagli zampognari che intonano per lui una canzone di Natale, senza nemmeno ascoltarli li manda al diavolo, proprio lui che non ha mai creduto nella festa del Natale si ritrova davanti tutti i simboli che la rappresentano. Quando il ragazzo entra in casa trova sul pianerottolo la vicina che gli chiede cosa aspetta a decorare l’albero, senza nemmeno risponderle entra in casa e si sdraia sul divano, poi si addormenta……
In quel preciso momento inizia a sognare. Marco si trova a casa sua, le castagne stanno arrostendo sul fuoco, il camino è acceso, e sta decorando l’albero intonando canzoni di Natale, improvvisamente sente bussare, il ragazzo si precipita alla porta e trova Babbo Natale che lo invita a seguirlo, Marco gli chiede dove ha intenzione di portarlo, l’uomo gli chiede di fidarsi, sarà un viaggio che non dimenticherà, così si fa convincere e lo prende per mano, il vecchio lo porta sul tetto del palazzo e dopo aver schioccato le dita appaiono davanti a loro nove renne con una slitta…. Sul tetto Marco chiede a Babbo Natale se anche lui deve salire a bordo, l'uomo lo prega di avere fiducia, sarà un viaggio che non dimenticherà facilmente, detto questo il vecchio sale sulla slitta e invita il ragazzo a sedersi di fianco a lui, poi le introduce le nove bellissime renne, Dancer, Prancer, Dasher, Vixen, Comet, Cupid, Donner, Blitzen e naturalmente Rudolph, la renna dal naso rosso. Marco sorride, credeva che fossero solo una leggenda, Babbo Natale lo guarda con affetto, tutto è reale, basta crederci, poi scrolla dei campanelli e le renne prendono il volo. Il ragazzo è terrorizzato, ha sempre avuto paura di volare, ma quando guarda il suo paesino dall’alto si rende conto che l’atmosfera è veramente magica e chiede a Babbo Natale dove lo sta portando, lui gli risponde che sarà una sorpresa.
Dopo un lungo viaggio a bordo della slitta, Marco e Babbo Natale arrivano al Polo Nord, il ragazzo si guarda intorno, un’immensa distesa di ghiaccio luccicante, quasi accecante, l'uomo gli dice che lo porterà a visitare il laboratorio di giocattoli e la sua casa, per entrare devono solo trovare un enorme bastone di zucchero bianco e rosso e battere tre colpi sulla punta, Marco gli chiede come faranno a trovarlo in mezzo a tutto quel ghiaccio, Babbo Natale a quel punto batte le mani e davanti a loro si materializza un enorme zucchero bicolore, l’uomo chiede al ragazzo di battere tre colpi sulla sommità del bastone, Marco inizia a battere il primo colpo, poi il secondo e infine il terzo, davanti a loro si apre un’enorme porta tra due ghiacciai, che improvvisamente li inghiottisce entrambi. Marco si ritrova catapultato in una gigantesca piazza con un albero di natale al centro, centinaia di elfi danzano intorno all’abete, Babbo Natale lo invita ad entrare in casa sua, è una minuscola abitazione con il camino accesso e tanti pacchi regali, l’uomo gli offre una cioccolata calda e gli dice che subito dopo la porterà nel suo laboratorio di giocattoli. Poco dopo i due entrano in un grandissimo laboratorio magico, dove centinaia di aiutanti stanno lavorando per permettere ai bambini di tutto il mondo di passare un Natale allegro e felice, Marco è molto colpito da tutto questo e ringrazia l’uomo per avergli fatto vivere una fantastica avventura, a quel punto Babbo Natale gli dice che è ora di tornare a casa, ma lui non lo accompagnerà, deve imparare da solo a guidare la slitta, il ragazzo ha paura ma il vecchio gli spiega che la paura non esiste quando c’è la fede, detto fatto l’uomo sbatte le mani.
Marco si risveglia e si rende conto di aver sognato, è stato un bellissimo sogno ma non rappresenta la realtà.
I giorni passano in fretta e prima che il ragazzo se ne accorga è già il 24 Dicembre, guarda l’orologio e si rende conto che sono le undici di sera, in quel momento si ricorda del suo incontro con Babbo Natale al centro commerciale e del suo desiderio, nonostante lo scetticismo, Marco decide di andare a controllare in piazza e dopo essersi messo la giacca esce di casa. Per la strada c’è un grande clima di festa, le campane richiamano i fedeli a Messa, gli zampognari intonano canti natalizi, Marco arriva nella piazza del suo paese, si guarda intorno, c’è moltissima gente sotto l’albero ma non vede nessun ragazzo con un mazzo di fiori. La mezzanotte è da poco passata, Marco inizia a sentire molto freddo, un carretto delle caldarroste gli si avvicina e ne compra un sacchetto. Dopo dieci minuti inizia a stancarsi, ha finito tutte le castagne ed è tutto infreddolito, perché mai si è diretto in quella piazza? Lui non crede nel Natale, così decide di andarsene, ma mentre sta partendo si sente chiamare, Marco si gira lentamente e vede un ragazzo con un mazzo di fiori che lo chiama per nome. Marco è immobile e dai suoi occhi scendono delle lacrime, il ragazzo gli si avvicina e con una mano gli asciuga gli occhi, poi baciandolo sulla fronte gli augura buon natale e gli porge i fiori che ha portato per lui, Marco lo abbraccia ma in quel momento il ragazzo scompare, Marco si volta e al suo posto vede Babbo Natale, l’uomo gli spiega che se vuole rivedere l’amore della sua vita dovrà correre a casa, fare l’albero di Natale e fare entrare nella sua abitazione il clima natalizio.
Marco corre e appena arrivato a casa mette nello stereo un vecchio disco di musica natalizia, accende il camino, poi tira fuori dalla soffitta il vecchio albero sintetico e inizia a decorarlo, in pochi minuti la sua casa fredda è diventata calda e accogliente. Il ragazzo ha appena finito di decorare l’albero e la casa e decide di preparare della cioccolata, proprio in quel momento sente bussare alla porta, Marco corre felice perché sa che ad attenderlo c’è l’amore della sua vita e anche se non ne ha certezza lui sa bene che la speranza sarà l'ultima a morire...
Approfitto di questo intervento per augurare a tutti un Buon Natale, grazie di tutto!
December 20 On This Winter Nights With YouVolevo che questo intervento fosse interamente dedicato ad una storia natalizia, ma poi mi sono reso conto che non potevo non accennare al fatto che mia cugina (la suora) mi ha telefonato per chiedermi di andare ad aiutarla a fare un presepe nella Chiesa in cui tutti i Mercoledì insegna catechismo. Non so se vi ricordate com’era finita l’ultima volta che aveva provato a farmi fare quello che voleva lei, comunque si trova tutto scritto a questo link:
(Titolo Intervento: Church Bells)
Dopo mesi che ormai non mi parlava, mi ha telefonato perché aveva bisogno di una mano e nessuno l’aiutava a fare il presepe in Chiesa (come biasimarli…) e così mi sono offerto volontario, perché non avevo di meglio da fare. Vi dico solo che quando sono arrivato, mia cugina stava già imprecando fuori dalla Chiesa per il mio ritardo, così l’ho subito zittita dicendole che nessuno mi obbligava ad aiutarla. Appena entrato dentro ho visto che le statue non erano come quelle che uso per il presepe di casa mia, ma erano alte un metro e pesanti come mattoni. Ci abbiamo messo due ore per completare il presepe con la paura di rompere le statue che erano davvero molto fragili, a causa della sua distrazione, abbiamo rischiato che Gesù bambino morisse ancora prima di nascere, un nuovo miracolo che nessuna Bibbia aveva mai riportato. Comunque tutte bene quel che finisce bene. E ora mi dedico all’intervento che avevo in mente.
ON THIS WINTER NIGHTS WITH YOU
Era una fredda notte di Dicembre in campagna, la neve cadeva soffice sui tetti di tutte le case, c’era un freddo pungente che entrava nella stanza, i vetri appannati a causa del gelo, i canti degli zampognari si udivano in lontananza, ma a noi tutto questo non importava, c’eravamo solo noi. Tu ed io. Il tepore del camino ci riscaldava mentre le castagne scoppiettavano sul fuoco e dalla cucina un odore di cioccolata calda e torta di zucca si diffondeva per la casa. Dal giradischi una musica natalizia ci faceva compagnia. Era veramente una notte magica per noi, ci baciammo diverse volte coricati sul tappeto. Ero sereno e tranquillo. Tu eri con me e niente avrebbe potuto farmi male. Si rideva. Tu ed io. Ridevi di me quando mi inventavo le parole per vincere a Scarabeo. Fuori la neve continuava a scendere, non sembrava intenzionata a smettere. La cioccolata si era ormai raffreddata e la torta di zucca era pronta. Il tuo sorriso era intrigante ogni volta che mi guardavi mentre le mie labbra si sporcavano di cioccolata e il mio cuore batteva ogni volta che ti avvicinavi per baciarmi via le macchie. Tu mi amavi, potevo sentirlo. Ero felice perché finalmente avevo qualcuno con cui passare le fredde notti invernali in attesa del Natale. Tu sapevi quanto eri importante per me, soprattutto in quei giorni. Ogni sera rileggevo tra le righe la poesia d’amore che mi avevi scritto per Natale e presto arrivò la vigilia. Tu eri con me e mi tenevi la mano. Poi mi trascinasti nella neve e dopo avermi buttato a terra mi baciasti, teneramente. In casa sotto il nostro albero c’era un regalo per me. L’avevi messo mentre mi ero distratto a preparare i biscotti. Ti baciai ancora prima di sapere cosa conteneva quel pacco. Non mi interessava. Volevo solo averti con me. Il fumo usciva dal camino mentre la neve scendeva ancora più forte. Il mondo fuori, ma noi dentro. Al caldo. Andai vicino all’albero e scartai il mio pacchetto, c’era una scatola rossa, strappai il fioco e la aprii.
Non saprò mai cosa conteneva quella scatola perché poco prima che io riuscissi a guardare dentro, la mia sveglia suonò. Era solo un sogno. E tu non c’eri. Non esistevi.
December 12 It's Beautiful Outside (And The Wind Is Whistling)Natale è ormai alle porte e questo mi riempie il cuore di gioia. Ho anche iniziato la mia frenetica corsa ai regali e quest’anno devo dire che mi sono svegliato prima rispetto agli altri anni. Ho già comprato la maggior parte dei regali che mi servivano così non dovrò più catapultarmi fuori casa alla vigilia perché devo ancora accontentare diverse persone. Ieri sera ho fatto finalmente l’albero in casa mia e ho decorato la mia stanza con alcune luci bianche e delle candele, il tutto con un’ottima colonna sonora in sottofondo, l’album natalizio di Sarah McLachlan “Wintersong”, davvero meraviglioso. A questo punto non mi resta che fare il presepe e i biscotti, ma per questi ho bisogno dell’aiuto di mia madre, o farei solo dei gran pasticci. Certo sarebbe bello avere la neve anche quest’anno, è l’unica cosa che mi manca in questo momento per essere perfettamente felice.
Sapete, alla fine ho usato quel numero di telefono, ma sono rimasto deluso perché dopo pochi messaggi il discorso si è subito spostato sul sesso. E va bene, il sesso è importante e può essere bellissimo, sia tra due persone che si amano, sia tra due che vogliono solo divertirsi. Non sono un puritano ed è capitato anche a me di fare sesso occasionale, ma ormai si riduce tutto a quello, non c’è più gusto. Per fortuna quest’anno sento tantissimo l’atmosfera natalizia e il resto non mi interessa più di tanto. Domenica sono stato a Milano, e so già che alcune amiche che leggeranno questo intervento mi uccideranno per non averle avvisate, ma non l’ho fatto perché è una tradizione di famiglia. Lo so, non sono più un bambino, ma da diversi anni con i miei e mia sorella vado a Milano per la fiera, e facciamo shopping natalizio, quindi mi sarei anche sentito in imbarazzo ad incontrare gli amici con la famiglia dietro. A proposito di imbarazzi, la settimana scorsa credo di aver fatto la più grande figura di merda della mia vita. Come sapete io sono abbonato alle brutte figure, molti di voi hanno riso leggendo in questo blog tutti i miei momenti imbarazzanti, ma questa secondo me vince su tutte. Allora cercherò di farla breve sperando che non risulti più umiliante di quanto non lo sia stata. Con un’amica siamo andati in un Sexy Shop per regalare ad una ragazza che conosciamo (una tipa un po’ rigida) un pene artificiale. Ovviamente appena entrati nel negozio ci siamo messi a ridere a vedere l’oggettistica sugli scaffali, ma poi senza pensarci tanto abbiamo comprato il fallo e siamo usciti. Poi la mia amica doveva passare al centro commerciale e l’ho accompagnata. Non avendo trovato quello che cercava, siamo usciti subito da una cassa a caso, in quel momento l’allarme si è messa a suonare. Il responsabile della sicurezza è subito accorso e ci ha fatto aprire i sacchetti. Non potete immaginare il mio imbarazzo quando ha tirato fuori il pene artificiale e l’ha fatto passare più volte dal sensore dicendo “E’ questo che suona, eh si, è proprio questo!”. La mia amica rideva, io volevo morire, tutti ci guardavano sghignazzando e io pregavo il Signore perché mi fulminasse all’istante. La sera poi siamo usciti nella nostra città per la Notte Bianca Invernale, dove offrivano per le strade cioccolata calda e del vin brulè, per riprendermi dalla figura pomeridiana mi sono scolato cinque bicchieri di vino e alla fine faticavo a stare in piedi, ma almeno ho rimosso per alcuni momenti quell’immagine della mia testa. Sfortunatamente per me, la Sfiga era in vena di ridere questa settimana e, non contenta della figura più imbarazzante della mia vita, me ne ha fatta fare un’altra Sabato pomeriggio. Con mia sorella siamo andati in Alessandria per comprare il regalo al suo fidanzato e visto che c’era un traffico infernale abbiamo tagliato prendendo l’autostrada. Il bello è stato al ritorno, quando, arrivati al casello di uscita della mia città abbiamo dovuto pagare l’autostrada. In quel casello non ci sono impiegati, ma c’è la macchinetta dove inserire i soldi. Non avendo monete ci ho inserito 10€ ma dal momento che avevano una piccola piega non venivano accettati e continuavano ad uscire. Adesso, non so se vi è mai capitato, ma dopo tre tentativi si attiva una voce metallica che vi dice “I vostri soldi non sono stati accettati. Vi preghiamo di non abbandonare il veicolo. Qualcuno interverrà al più presto, vi preghiamo di non scendere dall’auto”. Mi sembrava di essere un terrorista e già mi immaginavo l’arrivo delle truppe con tanto di mitra in mano perché non riuscivo a pagare 2€ di autostrada. Gli automobilisti in coda dietro di noi hanno iniziato a bestemmiare e a suonare, per fortuna è arrivato subito in soccorso un impiegato, ci ha fatto accostare e ha preso i soldi.
Immagino che vi starete divertendo a leggere queste cose, beh ora che le scrivo ci rido sopra anch’io, ma in quei momenti mi veniva da prendere una valanga e sotterrarmi.
Adesso vi saluto. Manca pochissimo a Natale, meno di due settimane!
Sarah McLachlan - Wintersong
The lake is frozen over
December 07 The "L" WordHo sempre sospettato che una delle mie amiche (di cui ovviamente non farò il nome) fosse lesbica, ma non ho mai affrontato l’argomento con lei, speravo avesse abbastanza fiducia in me per confidarsi liberamente, e così è stato. Venerdì pomeriggio mi ha chiamato dicendomi di dovermi parlare di una cosa prima che io potessi scoprirla da altri, avendo già capito di cosa si trattava sono andato a casa sua e lì mi ha fatto la sua confessione. Naturalmente l’ho presa bene e senza mostrarmi troppo sorpreso, dopotutto l’avevo sempre immaginato. Dopo averla rassicurata sul fatto che per me non ci fossero assolutamente problemi, l’ho salutata e lei mi ha chiesto se mi andava per quella sera di incontrare alcune sue amiche, ho accettato volentieri e l’ho salutata dandole appuntamento a dopo. Quando quella sera sono arrivato al locale dove avevamo l’appuntamento mi sono ritrovato catapultato in un episodio della serie “The L Word”, le sue amiche erano tutte lesbiche e anche abbastanza mascoline. Essendo un grande fan del telefilm diciamo che mi sono trovato anche molto bene, tranne quando gli altri clienti mi hanno scambiato per una di loro, lì forse ho avuto qualcosa da ridire ma per il resto mi sono divertito molto, e adesso ho un gruppo di amiche in più con cui uscire. Sabato sera infatti sono uscito con loro e siamo andati in un locale molto carino dalle parti di Pavia dove in pratica ogni tavolo è dotato di un telefono per chiamare le persone a cui si è interessati all’altro tavolo, non vi dico le risate, a parte che quando siamo entrati abbiamo subito sentito un’esclamazione “E’ arrivato il gruppo delle lesbiche e ne hanno portato una nuova!” e già lì siamo esplosi a ridere come scemi, poi appena ci siamo seduti il telefono ha iniziato a suonare ma era la proprietaria che ci invitava a non stare tutti nello stesso posto ma a disporci in punti divisi. Così è stato. Io però ho trovato persone talmente interessanti e mi sono divertito così tanto che non mi sono accorto che il tempo stava passando e che loro erano già uscite da un pezzo. Quando ho realizzato che ero solo nel locale con la mia cotta e che stavamo parlando al telefono pur essendo ad un metro di distanza, sono entrato nel panico e sono corso fuori per cercare le mie amiche. Fortunatamente erano in macchina e stavano cantando, mi sono scusato e sono subito entrato con loro, nella fretta e nell’ansia del momento però ho perso una grande occasione con la fantastica persona che avevo trovato nel locale. Ma naturalmente le sfighe capitano tutte a me. Domenica invece è stata una giornata più tranquilla, il pomeriggio l’ho passato in casa e verso sera sono andato a casa della mia amica Claudia per aiutarla a dare il bianco, alla fine era più quello che avevo addosso che quello sui muri, ma non è così strano trattandosi di me. Lei e il marito per ringraziarmi mi hanno portato in pizzeria e poi sono tornato a casa giusto in tempo per guardarmi l’ultimo episodio della seconda stagione di “The L Word” che andava in onda su LA 7. Quel telefilm mi è sempre piaciuto un sacco ed ora vivendo più da vicino la realtà delle lesbiche mi piace ancora di più. Loro mi stanno insegnando ad avere più fiducia in me stesso e ad essere un po’ più forte e devo dire che anche se le conosco da poco, spero che possa nascere un’amicizia molto profonda. Loro mi hanno già dato un’ampia dimostrazione di affetto quando ieri sono arrivate a casa mia con il numero della persona che avevo incontrato Sabato al locale, infatti la mia amica le aveva avvisate che sicuramente non avrei avuto il coraggio di farmelo dare e loro se l’erano fatte lasciare per me….
Posso dire anche con grande felicità di aver ricevuto il primo regalo di Natale che mi ha fatto davvero un immenso piacere, perché mi è stato fatto con affetto e gusto. Ho ricevuto una pacchetto rosso con dentro quattro piccole scatole di latta con del thè sfuso ai gusti molto originali di “panettone”, gianduia”, “bacio di dama” e “pan di stelle”, in più nel pacco c’erano anche cinque copie del film “Colazione da Tiffany” con la divina Audrey Hepburn. Perché cinque copie direte voi? Perché una volta parlando con questa persona avevo detto che di “Colazione da Tiffany” bisognerebbe averne sempre cinque copie in casa perché una si rompe, una si perde, una si guarda sempre, una si guarda ogni tanto e l’ultima si incornicia. Detto fatto quando ho ricevuto questo regalo ho capito che a volte vengo ascoltato e questo mi fa immensamente piacere. Quindi grazie mille dal profondo del mio piccolo cuore. E grazie anche per la lettera. |
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