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January 02 The Never Ending NightSono le 4.50 del 2 Gennaio 2009 ed esattamente un anno fa ho iniziato la mia esperienza lavorativa come commesso, quindi auguri a me stesso per questo anniversario con quello che è il lavoro più lungo che io abbia mai avuto. Ma poco importa, non è di questo che volevo parlare. Punto. Sono le 4.52 (due minuti per scrivere due righe) e non capisco nemmeno dove mi trovo, forse così ha più senso. Non vedo la luce del sole esattamente dal 31 Gennaio e anche quel giorno l'ho solo intravista dalla finestra di casa. La verità è che ho appena passato due giorni di buio totale, mi sembra di essere in Norvegia o in quei paesi nordici dove il sole lo vedono solo come un'utopia. Ora cercherò di spiegarvi meglio, altrimenti penserete che era meglio se non bevevo troppo a Capodanno, ma questo non è il caso. Ho trascorso veramente un bellissimo fine 2008 anche se non è stato per niente come lo immaginavo, ma credo che nessuno di noi cinque se lo immaginava così. I protagonisti di questa inutile ma divertente storia sono:
Nadia Tucci: Regina della Fuffa ora promossa Papessa; Davide Spagna: il suo marito merdaiolo (nel senso buono si intende); Melanie Troielli: ovvero una parte di me, l'ho creata e modellata io con il pongo quando avevo quattro anni; Claudio Ghisoni: l'acquaiolo ubriaco e nuova fiamma di mia sorella; Enrico Troielli: ovviamente io, ultimo non per importanza ma perché di solito si fa così;
Ma andiamo con ordine altrimenti qui non ci capisce più nulla. Quest'anno abbiamo deciso tutti insieme di passare il Capodanno a Genova. Non è esattamente così in effetti e purtroppo qualche persona la si è persa per strada durante i preparativi, mentre altri purtroppo non sono voluti venire e mi è dispiaciuto sul serio, ma ci siamo trovati come sempre all'ultimo senza sapere cosa fare, così, con la scusa che il Ghisoni ha una residenza estiva in Liguria (in quel di Rapallo), alla fine abbiamo optato per un Capodanno in piazza a Genova al concerto di Jovanotti (no comment), più una notte a Rapallo. Molti di voi a quest'ora si saranno persi tra le righe e saranno già andati a leggere come finisce, ma non mi interessa se vi state annoiando anche perché non sto scrivendo per voi, ok, forse in parte si, ma sto scrivendo soprattutto per me e per le persone che hanno condiviso questa avventura con me. Nel pomeriggio del 31, mia sorella e Claudio sono partiti per Rapallo per primi, con la scusa di fare la spesa e mettere a posto la casa, ma queste scuse non possono reggere quando hai 20 anni e pensi al sesso 24 al giorno, comunque si sono diretti in Liguria nel primo pomeriggio. Verso le 18, con un'ora di ritardo rispetto alla Tabella di Marcia (in maiuscolo perché è importante), sono arrivati a casa mia Nadia e suo marito Davide. Abbiamo preso un bel the caldo corretto con grappa in compagnia della mia mamèta, di mio padre e del Nonno Joe, ormai più famoso lui della defunta Nonna Rolanda e abbiamo mangiato i pasticcini che la Signora Tucci aveva portato da Milano. Verso le 19 abbiamo preso la macchina tra i fiocchi di neve e ci siamo diretti armati di GPS verso Rapallo, dove ci aspettavano i due conigli. Per chi mi conosce non c'è nemmeno da dirlo, ma per una notte fuori casa avevo un borsone che sarebbe bastato anche per un mese di vacanza, ma a riempirlo non erano tanto i vestiti ma i prodotti da bagno che non stavano in una trousse normale e quindi ho dovuto infilarli a forza nella tracolla della Vespa. Durante tutto il viaggio non si è fatto altro che parlare di cazzi e di fighe, come del resto è giusto che sia, ad un certo punto io ho voluto condividere con i due coniugi Tucci una storia molto importante su una prostituta che era molto conosciuta nella mia zona negli anni 70 e si chiamava "La Primavera". In pratica questa grandissima donna quando andava a fare dei lavoretti orali, si portava sempre in tasca dei pezzetti di formaggio grana e tra un pompino e l'altro ne mangiava uno per sgrassarsi la bocca. Immaginatevi che alito saporito aveva. Ma la cosa più divertente è successa due secondi dopo che io avevo raccontato la bella storia: mi manda un sms mia sorella da Rapallo con testuali parole: "Abbiamo fatto la spesa e preso tutto, manca solo il formaggio Grana", io l'ho letto ad alta voce e siamo tutti scoppiati a ridere, sicuri del fatto che il formaggio che avevano in casa fosse già finito tutto nel pomeriggio per ovvii motivi, così ci siamo fermati in una bottega di Rapallo e io e Nadia siamo scesi per comprare una bella busta che poi abbiamo anche regalato a mia sorella con tanto di dedica scritta sopra. Mia sorella e Claudio ci aspettavano sul lungo mare per poi portarci a casa che a loro avviso non avremmo mai potuto trovare perché era complicato arrivarci. Alla fine della fiera, nonostante ci fosse stato fino a mezz'ora prima, non lo sapevo nemmeno il Ghisoni come arrivare a casa sua e ce l'abbiamo fatto solo dopo svariati tentativi. Dopo essere arrivati a casa ci siamo sistemati e abbiamo fatto una spaghettata. E' stato un grandissimo errore. Mettendoci a cucinare e mangiare infatti abbiamo perso un sacco di tempo prezioso che dovevamo impiegare per andare a Genova. Tra una cosa e l'altra infatti siamo usciti di casa che erano le 23, quando comunque il concerto di Jovanotti iniziava proprio in quel momento ed è scientifico che da Rapallo a Genova ci vuole comunque una buona mezz'ora. Visto che sia Claudio che Davide si sono rifiutati di prendere la macchina, abbiamo deciso di andare in stazione e prendere il treno, al momento di questa decisione avevo già capito che avremmo passato il Capodanno su un vagone e infatti non mi sbagliavo. Ci siamo infilati senza biglietti su un treno per Genova Brignole (chi conosce la zona sa bene che il Porto, ovvero luogo del concerto, è dalla parte opposta) e alle 23.50 era ormai chiaro che non saremmo mai scesi in tempo. Avevamo anche preparato delle belle scuse se fosse passato il controllore. Io e mia sorella avremmo potuto tirare fuori la nostra carta d'identità francese e nessuno ci avrebbe rotto le scatole, Nadia la sua carta svizzera, Claudio la sua carta bergamasca e Davide avrebbe finto di essere sordomuto. Fortuna non è arrivato nessun controllore. Io comunque avevo impostato la sveglia del mio cellulare a mezzanotte che però è sempre avanti di 8 minuti, così abbiamo stappato le bottiglie in treno e festeggiato con largo anticipo rispetto al resto dell' Italia. A mezzanotte e 10 minuti siamo arrivati a Genova Brignole, un deserto, e così siamo andati a piedi fino al Porto, chiedendo informazioni ogni minuto. Siamo arrivati a concerto quasi terminato e ci siamo gustati le ultime cinque canzoni del concerto di Jovanotti, poi siamo andati a mangiarci una pizza nell'unico locale che non era intasato di gente, un posto schifoso e sporco, dove però non abbiamo mangiato così male. Alle 4 ci siamo incamminati per Genova Principe questa volta, per trovare un treno che ci riportasse a Rapallo e dopo aver letto dei treni in Partenza, ci siamo incamminati verso il binario 15 dove c'era un treno spento e pieno di barboni e ubriaconi che fumavano e altro. Dopo esserci ristorati con una deliziosa cioccolata delle macchinette, siamo saliti sul treno spento per scaldarci un pochino (per quanto fosse possibile), tutto taceva, tutto quietava, fino a quando non è entrato nella nostra calma un personaggio alquanto bizzarro, che ancora adesso nessuno di noi cinque ha capito se era frutto delle nostre bevute o era reale. Un ragazzino sui 17 anni, piccolo con un sacco di capelli ma stempiato e con un ombrello nero, è entrato nel nostro vagone per avvertirci che eravamo gli unici a bordo e voleva chiederci informazioni sulla destinazione del treno, sosteneva di chiamarsi Mattia e di essere con i suoi amici, ma quelli lo avevo mollato da solo:
- "Sapete se questo treno va a La Spezia?", parlando con un misto di accento Sardo e ligure; - "Ma pensiamo di si, noi dobbiamo andare a Rapallo, dovrebbe essere questo, parte tra mezz'ora" - "Sapete, stasera io ne ho viste di tutti i colori, mi hanno rubato lo zaino al concerto e poi l'ho trovato in mano a dei barboni, l'ho riconosciuto perché c'era uno strappo e si stavano mangiando le mie patatine, ho cercato di riprenderlo ma per poco non mi pestano, poi sono passato vicino a uno che aveva un petardo in mano e gli sono saltate tre dita e io con i miei amici abbiamo cercato di tamponare il sangue. Comunque mi dispiace per il mio zaino, era anche pieno di alcolici, per fortuna il portafoglio l'avevo in tasca anche perché ieri hanno rubato lo zaino anche a mio fratello."
In quel momento ci stavamo toccando tutti le parti intime, infatti Davide con un colpo di genio l'ha rinominato Mattia Corinto. Dopo il suo passaggio infatti, non solo il treno non è mai partito ma abbiamo visto anche una bella vomitata lunga tutto un vagone. A quel punto abbiamo capito che, con la sfiga che ci aveva buttato addosso Corinto, non saremmo mai potuti tornare a casa con il treno, così abbiamo diviso un taxi in cinque e ci hanno spillato 115 euro da Genova a Rapallo, ma credetemi, era l'unica soluzione possibile. Siamo andati a dormire alle 7 che era buio pesto e ci siamo svegliati alle 16 dell'1 Gennaio 2009. Tra una cosa e l'altra ci siamo preparati e siamo usciti di casa per tornare in Piemonte alle 17 e quindi era di nuovo buio. Vi assicuro che la cosa mi ha completamente rincoglionito. Non mi era mai successo in vita mia di andare a dormire con il buio e risvegliarmi con il buio. Insomma tutto questo buio, non c'è un sinonimo? Mia sorella e Claudio sono rimasti a Rapallo per poter dare fondo alla busta di formaggio grana e penso ci resteranno ancora per qualche giorno, Nadia, Davide et moi invece siamo tornati a casa dopo una sosta sul lungomare ligure. Boh...che dire? Avete seguito, avete capito più o meno tutto? Io comunque sono sempre dell'idea che certe cose bisogna viverle, non leggerle, non si capisce bene...Io comunque appena tornato a casa ho cercato su Facebook quel bizzarro personaggio del treno e credo di averlo trovato anche se avevo solo il nome. Mi è bastato fare una ricerca tra le scuole di La Spezia. Ormai si sa, che all'era di Facebook bisogna sempre chiedere nome e cognome alle persone che si incontrano per poterle poi aggiungere agli amici. Quindi Buon 2009 a tutti e non rompetemi le palle se questa conclusione non è all'altezza del racconto, sono le 5.58 e ci ho messo più di un'ora per scrivere questa stronzata. Ciao!
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